A 20 km da Taranto, sulla via Appia che collega Taranto a Brindisi. Qui troviamo Grottaglie. Il nome della città deriva dalle numerose grotte che si trovano nel suo territorio e nelle quali affondano le radici storiche di Grottaglie (Cryptae aliae: diverse grotte). Si tratta di un vero e proprio sistema di gravine che ha offerto riparo e ristoro all’uomo fin da tempi remoti. La presenza dell’uomo è attestata dal Paleolitico ma è nel Bronzo finale che gli insediamenti si rafforzano e diventano più stabili fino all’età del Ferro che vede sorgere l’importante villaggio messapico di Masseria Vicentino.

Nel periodo magno greco il rapporto con i greci di Taranto non fu mai particolarmente traumatico, le diverse etnie si amalgamarono dal punto di vista culturale. In questa zona circolava infatti la moneta della polis greca, si producevano terracotte figurate di ispirazione tarantina e si adottavano alcune lettere dell’alfabeto per le iscrizioni funerarie.

Con la conquista romana di Taranto il territorio beneficiò dei traffici di un’importante direttrice viaria, la Via Appia, Il suo fertile territorio venne coltivato in modo intensivo e controllato da diverse ville rustiche romane sparse nelle campagne.

Nell’Alto Medioevo a causa delle minacce belliche le gravine della zona tornano ad essere popolate. In questo periodo si sviluppa il fenomeno del “vivere in grotta” che interesserà diverse aree della Puglia e delle regioni limitrofe.

Nel 1060 i Normanni donano la Terra di Grottaglie all’Arcivescovo di Taranto e nel 1297 i diversi casali sparsi nel territorio vennero radunati all’interno di Casale Cryptalearum. Un abitato situato nel mezzo delle lame di Sant’Elia e San Giorgio e cinto da poderosa mura difensiva sui restanti lati, è così che Grottaglie si struttura definitivamente.

Nel XVII secolo si registra in città l’arrivo della famiglia dei Cicinelli. Seguì una difficile coabitazione di due giurisdizioni feudali: una vescovile ed un’altra laica. Lotte di giurisdizione, sollevazioni popolari ed oppressione fiscale caratterizzarono la città fino al XIX secolo quando le vicende di Grottaglie su accomunano a quelle degli altri centri del Meridione.

 


(foto ceramiche)

La città di Grottaglie è conosciuta in tutto il mondo come “La città della ceramica”. Grazie alla ricchezza di argilla che caratterizza questo territorio ormai da secoli è presente un fiorente artigianato della ceramica. Le origini rimandano al Medioevo, ne sono testimonianza i reperti conservati nel Museo della Ceramica.

All’interno del Museo, inaugurato alla fine degli anni Novanta, sono custoditi manufatti che coprono un arco temporale compreso tra l’VIII sec. a.C. ed il XXI sec. d.C. Le ceramiche provenienti da collezioni pubbliche e private, raccontano la storia di un passato in cui la ceramica ha rivestito un ruolo di primaria importanza, soddisfacendo le esigenze legate alla vita quotidiana dei diversi ceti sociali.

 


 

Altro settore d’eccellenza e di primaria importanza per l’economia Grottagliese è l’agricoltura. Terra vocatissima per la produzione di Uva da Tavola e leader nazionale per la qualità e la quantità nella produzione di cultivar “Vittoria”.

I produttori grottagliesi coltivano circa 2200 ettari di vigneti, di cui 800 dall’agro grottagliese, con l’immissione sul mercato tra i 660 e i 770mila quintali complessivi di uva da tavola. Circa 1600 ettari sono dedicati alla produzione della cultivar Vittoria, la restante parte a quella delle varietà “Apirene”.

Quello che consente al territorio di Grottaglie di essere considerato uno dei poli produttivi più importanti al mondo è in primis la favorevole condizione pedoclimatica, ma soprattutto la competenza raggiunta dai produttori grottagliesi nei molti anni di esperienza (molto spesso tramandata da varie generazioni). L’affinamento delle tecniche colturali consente ai vigneti grottagliesi di dare come risultato un prodotto di eccellenza.

Non meno importanti sono le coltivazioni di uva da vino e alberi d’ulivo. Nello specifico gli ulivi dell’agro grottagliese consentono la produzione di un eccellente olio extra vergine d’Oliva. Le cultivar presenti nel territorio sono: Ogliarola Salentina, Leccino, Peranzana, Coratina, Carolea e Cellina di Nardò detta “nchiastra” per il suo spiccato effetto tintore è molto utilizzata nella preparazione della tipica focaccia ripiena alle olive.

Nel 2013, Grottaglie, già capofila di innovazioni colturali e culturali, si rinnova ancora: nascono i primi impianti di coltivazione di melograno. Pianta con enormi proprietà benefiche grazie all’elevata concentrazione di polifenoli.

Le cultivar impiantate nel territorio, considerate le migliori al mondo sono la cv. "Wonderful One" (maturazione prima decade di ottobre) e la cv. "Ako" a maturazione precoce (prima decade di settembre).

 

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